Palazzo Schifanoia, parete nord, mese di Giugno: in alto “Trionfo di Mercurio”. Questa divinità era posta tradizionalmente a protezione del commercio, come documenta la presenza, a destra come a sinistra, di mercanti dai preziosi abiti. Rafforza il riferimento la presenza del corpo senza vita di Argo che fu decapitato dallo stesso Mercurio su incarico di Giove al fine di liberare Io, la ninfa trasformata in giumenta da Giunone (come narrato da Ovidio nelle Metamorfosi).Al centro “il segno del Cancro” attorno al quale troviamo il primo decano identificabile con Orione; quello seguente costituito da due donne la seconda delle quali, quella seduta, pare potersi identificare con Iside, mentre il terzo è parte della costellazione di Argo:. Le fattezze di quest’ultimo paiono rimandare a Canopo, nocchiere di Argo, morto per il morso di un serpente. In basso, nel paesaggio e nei caseggiati del fondale della scena borsiana si è proposto di riconoscervi la delizia di Belriguardo e l’area circostante, identificando nella scena di sinistra Borso d’Este che lì riceve il titolo di Signore di Ferrara da Agostino Villa, giudice dei Savi.Affreschi attribuiti a Ercole de’ Roberti o al cosiddetto Maestro dagli occhi spalancati. (1468-1470).